Psicologia di Trading

Oggi vorrei affrontare un argomento spesso ignorato dalla maggior parte dei trader perché ritenuto poco importante: la psicologia di trading.

Per quanto possa sembrare stupido, gli studi dimostrano che quest’attività, che sembra tener conto di soli numeri e calcoli, è in realtà composta per un piccolo 10% dalla tecnica, e il restante 90% dalla psicologia.

Secondo la mia esperienza, invece, il trading è:

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Tranquilli, ho delle ottime spiegazioni.

20% Tecnica -> Si sa, essa serve. E’ vero, i prezzi alla fine possono fare due cose, scendere o salire; lanciando una monetina avremmo il 50% di possibilità di fare delle previsioni corrette, ma certe volte ci si va ad infilare in situazioni che solo con la conoscenza della tecnica si possono risolvere. Onde per cui, cari traders, studiate! Purtroppo non c’è alcuna scappatoia, vero Martina? (coff coff)

10% Connessione Internet -> Qui potrei scrivere un tema saggio. Per quanto possa sembrare ovvio, in realtà non è così. Non basta una connessione che funzioni ogni tanto, quando ne ha voglia, se non è troppo affaticata. Deve funzionare sempre, o mettete in serio pericolo il vostro  capitale. (Spero che mio fratello e mio padre stiano leggendo questo articolo).

A tal proposito vi racconto un aneddoto.
Pochi mesi fa abbiamo cambiato connessione, per il lavoro che fa mio fratello serviva qualcosa di molto più serio di una normale connessione internet (no, non è un hacker di Anonymous, ma un accanitissimo e potentissimo giocatore di Call of Duty). Questa funziona perfettamente per i primi.. no, abbiamo problemi fin da subito, ma poi sembra voler collaborare, e inizia a fare il suo lavoro in modo apprezzabile. Dopo qualche mesetto, sotto le feste, pensando di essere un albero di Natale, decide, insieme al suo amico modem, di alternare le sue due lucine, verde e rossa. In questo modo la connessione andava e veniva. Fortunatamente non è mai successo nulla di grave, giusto qualche stop mancato e qualche spread modificato, fino al fatidico giorno in cui, dopo aver aperto una posizione, non faccio in tempo a impostare lo stop, che mi vedo tutti i miei soldi andarsene, e volare liberi verso il grande mercato valutario.

Morale: assicuratevi che la vostra connessione funzioni!

10% Culo -> Bisogna farsene una ragione, ci sono giornate no e giornate in cui i guadagni triplicano; non ci si può fare niente. Bisogna accettare il proprio destino senza farsi troppe domande. Cit. Leopardi trader.

60% Psicologia -> Ed ecco lo scoglio più grande.

La normale routine psicologica di un trader funziona più o meno così:

  1. Paura.

E’ legata al rischio della perdita finanziaria. Si ha paura di fare un investimento perché si ha paura di perdere dei soldi. Il trader inizia ad avere paura prima di investire, e continua ad averla anche mentre l’investimento è in atto, quando magari la posizione è ancora in negativo a causa dello spread. Ciò porta ad una chiusura prematura del trade, a stare attaccati al monitor per tutto il suo sviluppo, o stringere gli stop in modo esagerato.

2. Speranza.

Quando il trade non si sviluppa come avevamo previsto, entra in gioco la speranza. Gli stop vengono allargati perché “è troppo stretto, può essere che i prezzi lo tocchino ma poi tornino in positivo, meglio allargarlo”. Proprio così avvengono le perdite più grandi e devastanti.

3. Euforia.

Quando una serie di trade vanno come sperato, inizia questo sentimento di euforia che però tanto positivo non è. Esso porta ad investire ancora e ancora, senza pensare troppo all’analisi tecnica. “Andrà bene anche questa, è una buona giornata”. Ed ecco sparire l’intero guadagno e oltre. Cit. Buzz Litghyear

4. Panico, rabbia, collera, delusione.

Sono tutti legati alle perdite. Consiglio vivamente di smettere di operare in queste condizioni, si rischia di prendere decisioni affrettate e condizionate dal nostro stato d’animo.

5. Dubbio.

E’ probabilmente il sentimento peggiore. Si inizia a dubitare delle proprie conoscenze, tecniche, e credenze varie. Si iniziano a cercare nuovi modi di operare, quando basterebbe migliorare il proprio. Come dicono i grandi trader, se ogni volta che subiamo una perdita ci mettessimo a cercare un nuovo metodo, non finiremmo mai, entreremmo in un circolo vizioso infinito.

Ricordo che è normale avere delle perdite, proprio come dei brutti voti a scuola, delle multe in macchina o delle semplici giornate no, la bravura sta nel non darci troppo peso e riuscire a superarle e recuperare nel migliore dei modi. Inoltre, mai avere fretta. La pazienza, insieme al trend, è la migliore amica del trader.

Dopo queste perle, lascio la “parola” agli psicologi. Io, purtroppo, sono una comune mortale, e come tale, mi faccio ancora sopraffare dalle emozioni. Nel frattempo, però, ho la soluzione alla maggior parte dei problemi –> clicca qui!

 

 

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